DAY 2: Alla scoperta della Grande Mela

Tags USA, New York, East USA & Canada 2016 Be the first to comment!

Sono le 6.43 e siamo già pronti per il nostro primo giorno nella Grande Mela. 

Scendiamo nella spartanissima (e sporchissima) hall del nostro Hotel e, sprezzanti del pericolo, approfittiamo della colazione inclusa nel prezzo. Non c'è mica da ciurlare nel manico, tutto è stato incastrato minuziosamente da settimane nel nostro daily plan preparato a 4 mani e la sosta colazione in giro non è contemplata, quindi incrociamo le dita e speriamo di non prendere un'intossicazione alimentare made in USA. Alla fine i donuts e le salsiccette non sono poi cosí male e almeno usciamo già mangiati :)

Una decina di minuti a piedi e siamo alla nostra fermata del Metro, Queensboro Plaza. Qui, dopo aver acquistato i pass settimanali ci facciamo subito riconoscere non riuscendo a passare dai cancelletti, mentre la tizia della cassa che ci ha venduto i pass se la ghigna facendoci gesti da lontano per spiegarci come fare. Eh già, perchè dovete sapere che la tessera va fatta scorrere a velocità nè troppo lenta nè troppo veloce, se no quei maledetti cancelli che portano ai binari mica si aprono. E una figura di merda è fatta. Bene.

Cerchiamo di capire quale treno prendere, ma fortunatamente avevamo già i nostri appunti di viaggio, e riusciamo a non perderci e a salire sul treno che dal Queens ci porterà a Manhattan. Ci rendiamo subito conto che gli sbalzi di temperatura saranno all'ordine del giorno e passiamo dai 35 gradi (umidi) fuori, ai 50 gradi (minimo) nei tunnel del metro, ai 15 gradi sui treni. Cagotto pressochè garantito.

In una ventina di minuti ecco che ci siamo, scalino dopo scalino saliamo in superficie e......wow! Times Square si materializza davanti ai nostri occhi, rimbambendoci subito coi suoi grattacieli da capogiro, i suoi schermi sfavillanti e il delirio di gente (piú o meno assurda) che già intasa le strade alle 8 e mezza di mattina.

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Restiamo a guardarci attorno (e soprattutto all'insú) per almeno 5 minuti con espressione meravigliata / ebete e alla fine riusciamo a schiodarci e andare a ritirare il New York Pass. In pochi minuti il gioco è fatto e subito ci dirigiamo verso il negozio T-Mobile per prendere una SIM con tariffa fichissima che ci permetterà di restare in contatto col mondo per tutta la durata della vacanza (Canada incluso). Anche qui veniamo catapultati dall'equatore al polo in un nanosecondo e passiamo almeno una 40ina di minuti in coda in modalità ibernazione on prima di essere serviti. Vabbè, ci conserveremo meglio, ma siamo già in ritardo sulla tabella di marcia. Cominciamo bene.

Alle 9 e mezza siamo finalmente ai piedi del Top of the Rock, per iniziare la visita della metropoli con una vista dall'alto e farci un'idea della sua immensità. Un ascensore futuristico ci porta al 69° piano in 42 secondi, mentre uno sfavillio di luci viene proiettato sul soffitto trasparente, attraverso il quale si intravvedono tutti i piani, collegati da un percorso di lucine blu. Potete immaginarvi come sfrecciano veloci tutti quei piani. Un trip.

Inutile dirvi che lo spettacolo che ci si para davanti al 69° e 70° piano ci lascia a bocca aperta (sempre la solita espressione ebete stampata in viso, ma tant'è). Da qui si vede tutta Manhattan, l'enorme distesa verde di Central Park e tutti i grattacieli che finora avevamo visto solo nei film. Esistono davvero e sono li ora, a pochi passi da noi. Impressionante.

Dall'alto vediamo sotto di noi le guglie della cattedrale di San Patrick, che appena scesi visitiamo, mentre l'organista fa le prove deliziandoci dell'acustica tra le candide navate decorate da coloratissime vetrate. Un gioiellino, che in mezzo alle spropositate altezze dei grattacieli, sembra quasi una miniatura.

Una rapida visita alla piazzetta del Rockefeller Center che tra poche settimane ospiterà la famosa pista di pattinaggio, ed è tempo di andare a prendere il Big Bus per iniziare il nostro giro di Upper Manhattan. Siamo (ovviamente) in ritardo sulla tabella di marcia, dobbiamo velocizzarci un po'. Meno male che ora ci muoveremo in bus e recupereremo. Certo, come no.

La coda alla fermata da cui avevamo previsto di iniziare il giro è interminabile. Aspettiamo una ventina di minuti speranzosi sotto la stecca del sole (è mezzogiorno, si schiuma e dalle griglie dei marciapiedi sale il caldo atroce del metro). Del bus nemmeno l'ombra, ci dicono che è rimasto infognato nel traffico e che non si sa mai quando arriva in certi orari. Vabbè, abbiamo ormai quasi 2 ore di ritardo, si va a piedi fino alla prossima fermata. Cosa vuoi che siano 4 passi.

Il bello di girovagare a piedi (oltre a permetterti di non metter peso nonostante tutte le porcherie che mangerai) è che ti porta a scoprire angoli che non avresti mai visto. E cosí è. In pochi isolati ci troviamo davanti alla scultura HOPE, simile alla scultura LOVE che sapevamo avremmo poi trovato a Philadelphia. Figata, e chi lo sapeva :)

Selfie di rito e subito la nostra attenzione viene catalizzata dal profumino che arriva da un baracchino che vende street food accanto alla scultura. Effettivamente ci rendiamo conto che si è fatta una certa e abbiamo lo sbrano. Rispetto agli altri baracchini c'è una discreta coda, sarà mica anche un posto che fa roba buona? Si!!! Botta di culo, è Halal Guys, uno dei posti che suggeriva il tizio del blog "Un Italiano a New York", nostro guru per le decine di preziosi consigli di cui abbiamo fatto tesoro per queste giornate New Yorkesi. Prendiamo riso e pollo e una specie di burrito fatto col falafel e ci troviamo una panchina all'ingresso di Central Park per goderci il lauto pasto e un attimo di relax al fresco (ci saranno 30 gradi all'ombra). I nostri stomaci e piedini ringraziano. L'olfatto un po' meno data la puzza di cavallo che arriva dai calessi parcheggiati a pochi metri da noi. Ma di puzze con sto caldo ne abbiamo già sentite anche di peggiori, quindi non lamentiamoci.

E' ormai la una passata e ci avviamo verso il Museo di Storia Naturale, si, quello del film "Una notte al Museo" (no, non siamo in ritardo... dovevamo essere li alle 10.30 secondo il nostro programma super ottimista / utopista). Ma sí, siamo a pochi passi, recupereremo. Già. Perdendo un quarto d'ora infilandoci per sbaglio nel Museo di Storia di qualcos'altro. Solo noi potevamo.

Realizzato l'errore vedendo busti di marmo, fucili e quadri di guerre civili anzichè animali, facciamo la seconda figura di merda della giornata. Col tizio della sicurezza che ci aveva appena fatti entrare al museo e che ci guardava stranito mentre uscivamo. Io placida gli ho farfugliato qualcosa tipo "Eheh.. abbiamo sbagliato museo". Looser.

Finalmente arriviamo al Museo giusto. E qui non puoi sbagliare. Nell'atrio ci accolgono 2 scheletri di dinosauri immensi. Mi sa che ci siamo stavolta. Il Museo merita davvero, soprattutto per la parte dei dinosauri, che sono tantissimi e alcuni di dimensioni impressionanti, come il Titanosauro, alto 14 metri e lungo 37. Stica.

Saliamo finalmente sul Big Bus e facciamo il giro della parte nord contornando il central Park e fermandoci a visitare la Cattedrale di St. John, imponente ma piuttosto spoglia, e macinando ancora un po' di km a piedi per vedere un paio di caserme nei dintorni. Dopo una sosta per vedere il Guggenheim Museum e il Metropolitan dall'esterno, torniamo in Times Square e ci dirigiamo (sempre a piedi) verso Madame Tussauds, dove restiamo impressionati dalla verosimiglianza delle statue di cera dei vari VIPs. Davvero realizzati ad arte.

La giornata (e questo poema) volge ormai al termine, cosí come le nostre forze. Sono le 20.30 e ci dirigiamo verso l'ultima tappa della giornata..l'Hard Rock Café, dove ci premiamo con un Jumbo Combo da leccarsi le dita e 2 meritatissime birrette :) Gianni colleziona la sua prima T-shirt Hard Rock di questo viaggio e felice come un bimbo mi riporta in hotel. Si perchè a questo punto della giornata le mie doti di orientamento (già precarie in condizioni ottimali) rasentano lo zero. Sfatti ma felici rientriamo al Ramada, e la camera, stanchi come siamo sembra ora una suite deluxe :)

Avremmo voluto raccontarvi tutto questo la sera stessa, ma con 24711 passi nelle scarpe (18.54 km) appena toccato il letto siamo collassati. Specie la sottoscritta, svenuta col telefono in mano nel tentativo vano di pubblicare almeno qualche foto :) Notte mondo.

Ecco la photogallery del DAY 02: 

myFlickr

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