Diga del Cingino

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Stambecchi acrobati sulla diga, sfidando la forza di gravità.

In valle Antrona le femmine gravide si arrampicano in cerca di sale sulla parete artificiale del lago Cingino. Per assistere alla scalata servono quattro ore di cammino.

In valle Antrona l’arrampicata libera che sfida la forza di gravità è a quattro zampe. Sono gli stambecchi «acrobati», inerpicati a decine di metri da terra sulla diga del lago Cingino, a suscitare la curiosità di escursionisti da tutto il mondo.

Questi animali, tozzi ma allo stesso tempo più agili, come abili equilibristi si muovono in cerca di sale, di cui sono ghiotti: lo trovano nelle fessure della diga sotto forma di salnitro. 

Gli Stambecchi arrampicatori del Cingino

Una scalata «in rosa» su una pendenza di 90 gradi  

Sono soprattutto le femmine a scalare con coraggio la parete rocciosa, con una pendenza di 90 gradi, a 2230 metri di altitudine. L’habitat circostante e i pascoli d’alta quota dove gli erbivori trascorrono l’estate si rivelano particolarmente adatti per la riproduzione, ma l’erba è carente di sale. La conformazione degli zoccoli dello stambecco è la particolarità che rende possibile questa impresa: sono larghi ed elastici, dotati sul fondo di un cuscinetto adiposo che fa presa sulla roccia come una tenaglia.  

Uno spettacolo che vale quattro ore di cammino  

Lo spettacolo, unico al mondo, che vede come protagonisti i mammiferi selvatici tipici dell’arco alpino, è una perla che si conquista dopo una camminata di quasi quattro ore lungo la «Strada antronesca», antica via di transito che metteva in comunicazione l’Ossola con lo svizzero Canton Vallese, percorrendo le valli di Antrona e di Saas. Gli stambecchi non hanno paura dei visitatori e si presentano a gruppi di 3 o 4, fino ad arrivare a un massimo di quindici circa.  

Gli Stambecchi arrampicatori del Cingino

Escursioni con l’ente parco per assistere al fenomeno  

«Fino a qualche anno fa era possibile vederli sulla diga solo verso sera - spiega Renato Boschi, presidente del Cai di Villadossola - . Ora che hanno scelto questo luogo per partorire, escono a tutte le ore: con pochi balzi salgono e scendono dalla parete». E’ stato attrezzato un bivacco, dove sostare dopo la camminata o trascorrere la notte per osservare lo spettacolo a ore differenti. Il percorso per arrivare alla diga del Cingino si snoda dal lago di Campiccioli (sopra il lago di Antrona) lungo la strada antica su cui permangono tratti della vecchia mulattiera del 1400; verso l’alpe Lombraoro si attraversa un tratto che costeggia il torrente Troncone con vista sulla grande cascata all’ombra di larici secolari. Il tragitto per tornare ad Antronapiana può essere lo stesso dell’andata, ma esiste una variante: dal Cingino si imbocca la galleria illuminata (dotata di un interruttore) che porta al lago di Camposecco per poi tornare da dove si è partiti. L’Ente parco organizza, dopo quella di luglio, altre due escursioni il 28 agosto e il 26 settembre alla scoperta degli stambecchi acrobati prima che gli impavidi animali tornino a valle spinti dalla neve e dal freddo.  

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